Legami con il passato: trading e arte?

Non nego che siano in molti a chiedermi se ho qualche tipo di rimpianto per questo salto di professione e, come ho già parzialmente risposto in un post precedente e a chiunque io abbia avuto il piacere di incontrare di persona, la risposta è no. Si tratta di una negazione forte e piena di convinzione, ma non perché il vecchio lavoro non mi piacesse, bensì perché non l’ho abbandonato del tutto.

Trading e arte – la mia collezione

Non mi occupo più di tour guidati e non passo il giorno dietro ad una scrivania, ma sono ancora circondato da bellissime opere d’arte che, a differenza di prima, ora appartengono a me. Con i soldi guadagnati dalla compravendita nel mercato finanziario sono riuscito a soddisfare alcuni dei miei vizi e ho acquistato dipinti, sculture e sketch dei miei artisti preferiti.

Forse dovrei dire che mi occupo ancora di tour guidati, dato che i malcapitati che finiscono a casa mia devono sorbirsi una panoramica dei pezzi d’arte che ho nel salotto – non riesco a contenere la gioia che provo nell’essere finalmente riuscito ad acquistarli – ma è una cosa che faccio con piacere. E la cosa si ripete ad ogni oggetto aggiunto alla mia collezione.

Dopo anni e anni, questo pezzo è finalmente parte della mia collezione privata. Impossibile non lasciarlo in bella vista in salotto!

Vantaggi anche al museo

Non ho dimenticato il posto che mi ha permesso di scoprire e coltivare la mia passione giorno dopo giorno, il museo presso il quale ho lavorato per così tanto tempo. Dopo aver lasciato il mio lavoro lì, mi sono ripromesso di donare al museo parte del mio guadagno. E così, ad ogni sostanzioso profitto, da 4 anni a questa parte, ad ogni “giocata vincente” dono circa il 30% al museo. E i risultati si vedono da ambo le parti!

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